orgoglioso antifascismoCircolo Pink
glbte – diritti umani e cittadinanza – Verona
Neofascisti in Università a Verona – Comunicato del Circolo Pink di Verona

Sabato ore 11.30, Univer sità di Verona, aula 1.3, Blocco studentesco e Casa Pound presentano un libro,
ovvero, i fascisti, seppur del Terzo Millennio,
hanno nuovamente agibilità all’università con l’autorizzazione del Rettore
Come mai il rettore dà l’autorizzazione a Blocco Studentesco e Casa Pound, noti gruppi neo-fascisti, a
presentare un libro in università? Cosa spinge un accademico ad assumersi una responsabilità del genere,
andando incontro a un coro di critiche da parte di moltissimi studenti e cittadini veronesi? Siamo in prossimità
del 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo … che sia questa la spiegazione, il tentativo da
parte dei neofascisti veronesi di mettere il loro marchio su una ricorrenza che hanno da sempre combattuto?
Il rettore di Verona avrà il suo bel da fare a spiegare questa sua decisione, una complicità pesante …
mentre in città e in tutta Italia sono cominciate le manifestazioni che ricordano il 25 aprile a Verona, all’università,
tempio della cultura, si presenta un libro neo-fascista.
Il Circolo Pink conosce molto bene i neofascisti di Blocco studentesco.
Il 25 dicembre 2010 proprio da loro è arrivata all’indirizzo di posta elettronica del Circolo una mail di minacce
in relazione all’iniziativa “LO SCROSTINO” fatta nei giorni precedenti anche dagli attivisti del Pink, durante
la quale i muri dei palazzi del centro storico furono ripuliti dai tanti, troppi manifesti fascisti, una vergogna
ovunque, ancora di più in una città turistica. Un bel biglietto da visita, non c’è che dire.
Ecco il testo della mail arrivata dall’indirizzo di posta elettronica “bloccoverona@yahoo.it”:
“Cari Involtini annoiati dalla vita. Complimenti per la vostra piccola vile azione. Qualche buon passante
osservatore ci aveva avvisato di quello che stavate facendo ma non siamo stati fortunati e non
vi abbiamo incrociato. Sarebbe stato interessante capire insieme il buon operato degli scrostini.
Chissa se la brigata dopo sarebbe stata ancora allegra. Vabbe, cari piccoli neo partigiani, infami e vili
come i vostri predecessori, buone feste e buon capodanno. godetevelo dato che e’ stato molto
fortunato…questa volta.”
In virtù di questa palese minaccia il Circolo Pink ha sporto denuncia contro Blocco Studentesco. Una
denuncia dovuta che speriamo possa proseguire il suo corso anché questi personaggi capiscano che il
Ventennio si è denitivamente concluso e che anche per loro i tempi sono cambiati, nonostante stiano
cercando in tutti i modi di riciclarsi e farsi passare per dei bravi ragazzi che fanno cultura. Del resto noi non
siamo nuovi a questo tipo di azioni, nel 2001 siamo stati aggrediti da alcuni aderenti a Forza Nuova in
centro città, poi condannati per questo fatto in primo grado.
Invitiamo tutti gli studenti dell’ateneo scaligero a tentare in ogni modo di impedire questa presentazione,
invitiamo il Rettore a revocare il permesso, perché in questo modo si legittimano questi gruppi neo-fascisti,
che mascherano la loro propaganda con pseudo-iniziative culturali. Invitiamo le librerie di Verona a non
esporre né vendere queste pubblicazioni.
Il circolo pink di Verona
www.circolopink.it

 

collettivo malefimmine

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8 marzo 2011 spezzone di apertura

L’OTTO NON SOLO A MARZO!

Siamo un collettivo femminista e lesbico autorganizzato,  nato otto anni fa nella facoltà di lettere e filosofia. Quando ci siamo riunite la prima volta sapevamo che qualsiasi cosa fosse nata tra quelle mura sarebbe partita dalle impressioni, immaginari, idee, opinioni di ognuna di noi in merito alla società e rispetto a come questa si relazionava con la differenza di genere: è proprio sulla base delle contraddizioni e delle imposizioni che più intimamente viviamo sui nostri corpi che elaboriamo un’analisi concreta della società e dei ruoli che questa ci obbliga a rivestire.

Nel corso degli anni siamo uscite dall’università, abbiamo partecipato ai movimenti di lotta per la casa, ai movimenti studenteschi, di lavoratori/trici , migranti, antirazzisti, anticapitalisti, antisessisti e per il riconoscimento di diritti civili e politici della comunità lgbtqi: abbiamo deciso dunque di essere parte integrante di ogni sussulto di rivendicazione e autodeterminazione!

Ecco perché per noi l’otto marzo non è una festa, ma una giornata di lotta ed ecco perché abbiamo deciso di fare un elenco di ciò che viviamo in quanto donne e di ciò che rivendichiamo.piazza tematica 8 marzo 2011

Noi l’8 marzo lottiamo:

–          Contro uno  Stato in cui con la maschera della legalità si consumano i peggiori crimini contro l’umanità!

Siamo accanto a tutt* i/le migranti. Crediamo che l’8 marzo sia un giorno per stare in piazza per e con le vittime della tratta che vivono e muoiono nelle nostre strade, e per coloro che vengono umiliate, stuprate, massacrate dentro i CIE. Siamo con tutte quelle donne che prive di qualsiasi diritto e contratto continuano a curare anzian* e bambin* e a pulire per pochi euro le abitazioni.

L’8 marzo è la giornata di tutte le donne a prescindere da religione, etnia, luogo e data di nascita. L’8 marzo è una giornata di mobilitazione internazionalista perché la discriminazione di genere non ha confini!

Per ogni donna lesa, stuprata, offesa siamo tutte parte lesa!

–          contro la strumentalizzazione o la banalizzazione della violenza di genere.

“Spesso si crede che la violenza sulle donne riguardi mogli e madri di famiglie “ignoranti”,che non possa riguardare noi o le nostre coetanee, o a chi a noi stia più vicina…invece certe ragazze camminano a testa bassa per non cadere nell’insensato stimolo di salutare conoscenti….
Ci rattrista sentire gente che crede che tutti gli omicidi dettati da possessione  e dall’idea che un uomo si senta in diritto di opprimere una donna sia nel corpo che nello spirito,non siano crimini sessisti e che non abbiano a che fare con il maschilismo radicato in tutti noi,uomini e donne, ma che semplicemente siano un dilagare di pazzie sociali.
Se non le vedete per strada con l’occhio nero,non vuol dire che non le abbiano tirato i capelli ,dato calci,trascinate,strattonate,che non le abbiano sputato in faccia;
Se non le vedete per strada piangere non vuol dire che non le sia stato impedito di salutare,di studiare ,di aprirsi e confidarsi,di andare in palestra;
se non conoscete alcuna donna vittima di violenza non vuol dire che non esistano o che abbiate gli occhi per vederle,loro non possono parlare,non possono uscire sole e se escono in compagnia neanche le vedete,sono fantasmi svuotate da qualsiasi forza ,tranne quella che permette loro di sopravvivere”.

Noi pretendiamo lo stanziamento dei fondi per i centri antiviolenza. La violenza maschile sulle donne sia essa psicologica, economica, fisica, sessuale colpisce una donna su tre!

Noi abbiamo il diritto e pretendiamo di uscire dal silenzio!

8 marzo 2011

–          contro la precarietà esistenziale e lavorativa e contro e i tagli sui luoghi di lavoro.

Viviamo in un periodo di crisi strutturale del sistema capitalista, e a farne le spese siamo noi lavoratori e lavoratrici.

Le donne sono i soggetti che più direttamente subiscono i contraccolpi della contrazione economica. Da sempre percepiamo salari a parità di prestazioni più esigui, e oggi subiamo maggiormente l’espulsione dal mercato del lavoro. Conseguenza ne è il ritorno forzato delle donne tra le mura domestiche, rinvigorendo la divisione in ruoli tipica della famiglia etero sessista e patriarcale. In questo modo viene fatto passare come “corretto” e “naturale” non solo un modello di organizzazione sociale ma anche un modello culturale opprimente  che non tiene assolutamente in considerazione la nostra indipendenza, autonomia, libertà di scelta.

–          Ci opponiamo alla divisione tra donne per bene e donne per male. Siamo accanto alle lavoratrici del sesso e insieme a loro rivendichiamo diritti!

Tentiamo di costruire ogni giorno una società diversa. Combattendo per dei miseri stipendi a fine mese lottiamo soprattutto per conquistare un nostro spazio in questo mondo creato sino ad ora solo a misura di uomo. La nostra lotta parte dalle nostre case, spesso teatro di violenze e sopraffazioni, attraversa le strade e i luoghi di lavoro. Desideriamo relazioni tra partner orizzontali e non determinate da nessuno stereotipo comportamentale.

–          Lottiamo – ancora! – per una sessualità libera e consapevole!

Ci battiamo contro un’idea di sessualità basata su stereotipi di comportamento che prendono avvio solo dalla cultura machista sino ad oggi predominante nella società.

Non riconosciamo alcun modello né di virilità né di femminilità. Pensiamo che ognun* debba realizzare il proprio piacere nelle relazioni con gli/le altr* in modo libero.

Siamo per la liberazione dei e dai generi!

CORTEO 8 MARZO 2011

–          Lottiamo – ancora! – per avere il diritto ad essere curate, per una sanità laica e a misura delle nostre esigenze. Difendiamo i consultori che subiscono oggi attacchi feroci da parte di una gestione criminale della sanità pubblica. Purtroppo in Italia le elezioni sono sempre motivo di compromesso ed è sempre sui diritti delle donne che tali compromessi vengono siglati. Il sostegno della Chiesa cattolica e delle sue organizzazioni sembrano essere tanto fondamentali che ad ogni elezione e ad ogni campagna elettorale i primi diritti ad essere negati sono i  nostri! Ci riferiamo ad es. alle proposte di Cota in Piemonte e/o alla riforma Tarzia nella regione Lazio, o al riconoscimento dei  diritti civili che in questo paese – ancora!- tardano ad arrivare!

A questo sistema politico economico e culturale gridiamo BASTA!

Siamo per l’autodeterminazione!

Il nostro 8 marzo è alla luce della R/esistenza, dell’antisessismo, antirazzismo, antifascismo, anticapitalismo!

Le nostre bandiere e i nostri ombrelli rossi coloreranno ancora le piazze!

Il nostro 8 marzo è all’insegna della libertà di scelta!

Libere di agire capaci di reagire!

Collettivo Malefimmine malefimmine@gmail.comwww.malefimmine.noblogs.org

per il volantino 8 marzo 2011

 

QUARTO APPUNTAMENTO domenica 20 Marzo BOYS DON’T CRY
A pochi mesi dal pride 2011 e nel pieno collasso del sistema economico
eterocapitalista ,sentiamo di dover dare un contributo per accendere la questione dei carenti diritti di cittadinanza che caratterizza le nostre esistenze.
Viviamo in uno Stato in cui la cultura misogina ,razzista
…cattolica e omo-lesbo-transfobica trionfa e viola gli immaginari
…imponendo rigidi vincoli alla libertà di circolazione, alle relazioni di amore e al…la sessualità. La nostra gioia e la voglia di inventare famiglie
non obbligatoriamente eterosessuali ,slegate dai ruoli e dalla violenza della famiglia patriarcale non trovano legittimazione.
Questo cineforum è uno sguardo sulla nostra quotidianità di negazioni,di r/esistenza e creativià per aprire spazi di riappropriazione di corpi e desideri.Sono sei momenti di incontro pe interrogare i nostri immaginari ed aprire insieme varchi,chiamando a raccolta chi vive a palermo vite,secondo la morale dominante,impossibili

I APPUNTAMENTO: domenica 13 febbraio WOMEN
II APPUNTAMENTO: domenica 27 febbraio GO FISH
III APPUNTAMENTO: domenica 6 marzo AI CONFINI DELPARADISO
IV APPUNTAMENTO: domenica 20 marzo BOYS DON’T CRY
V APPUNTAMENTO: domenica 3 aprile DIRTY DIARIES
VI APPUNTAMENTO:domenica 17 aprile IL LUPO IN CALZONCINI CORTI

Ci si distrae un attimo e, senza accorgersene, tutto d’un tratto il Laboratorio Zeta fa 10 anni.

 

Chi l’avrebbe detto quel venti marzo 2001 – quando, in pieno movimento No Global, intorno alle nove e mezza del mattino andammo ad occupare l’asilo abbandonato di via Boito -, che dieci anni dopo saremmo stati ancora lì?

E chi se lo sarebbe immaginato quel tre marzo del 2003 arrivarono per una notte lunga sette anni – quando 53 sudanesi in fuga dalla guerra del loro paese e a riparo dalle leggi del nostro paese-, che di migranti da quel momento ne sarebbero passati a centinaia e di ogni nazionalità?

E chi ci avrebbe scommesso due sesterzi anche solo quel vicino diciannove gennaio del 2010 – quando ci sono voluti centinaia di agenti per alzare un muro di mattoni (ma non certo per farcene andare via) -, sulla possibilità che a questo decimo compleanno ci saremmo arrivati davvero?

 

Bé, qualcuno un po’ di tempo e di energie ce le ha scommesse, e quindi questo decennale la dobbiamo proprio festeggiare.

 

Voltandosi indietro i fotogrammi del decennio scorrono a velocità smodata. In 10 anni lo zeta ha avuto mille volti, è stato capace di cambiare di ora in ora, di ospitare paradossi, di attraversare crisi e lacerazioni e di produrre amori travolgenti. E’ stato al tempo stesso intimo e pubblico, casa e piazza, soglia e trincea.

Tutti quelli che hanno attraversato zeta, lo hanno riscritto a propria volta. qualcuno lo chiamò Spazio biopolitico open source, perché ha a che fare con la vita vera, perché viene modificato da ogni nuova connessione.

Non è possibile raccontare la storia dello zeta, perché di storie ne ha avute a migliaia: c’è chi è venuto a vedere i concerti punk e chi alle cene sudanesi, chi ci ha trovato casa e chi ci è venuto a giocare a scacchi, chi a fare la sala da tè e chi le riunioni politiche… C’è chi ci ha passato meno di un ora e chi dieci anni interi.

 

Di certo è stato un luogo di lotta a partire dal quale si sono voluti inceppare i meccanismi della realtà che si autoriproduce in automatico. Si sono voluti creare corto circuiti di senso che costringessero a non prendere per assoluto ciò che ci si trova davanti.

Si sono tenute insieme cose distanti e separate quelle monolitiche, si è sempre combattuta qualsiasi semplificazione e si è andati sempre alla ricerca delle complicazioni.

E soprattutto ci è toccato resistere. Resistere ad un decennio che ha sdoganato a tutti i livelli il fascismo come un opzione culturale possibile, in cui la propaganda xenofoba è stata spacciata per diritto di parola.

Abbiamo resistito in una città gestita da personaggi inimmaginabili, dal dominio del peggio e dal nulla assunto come imperativo.

 

Sappiamo d’altro canto su chi potere contare. In quanti ci sono stati accanto nella buona e nella cattiva sorte, con chi abbiamo percorso un pezzo di strada e con chi abbiamo fatto le grandi traversate.

Con tutti voi vogliamo festeggiare i primi dieci anni di zeta e prepararci ad affrontare i prossimi dieci.

 

 

Abbiamo pensato ad una tre giorni di incroci (sotto il programma completo), da portare avanti con una piccola mano dei nostri amici.

Si parte giovedì 17 con la serata di musica elettronica curata da Brusio Netlabal, animata da personaggi che allo zeta ci hanno lasciato un pezzo di cuore. Si prosegue venerdì 18 con la serata curata da Qanat record, una banda di compari sempre pronti all’occorrenza, un classico per lo zeta, praticamente una colonna sonora periodica, con una reunion stracult per i cultori della prima ora, solo per questa sera infatti tornano i Diana Rouge (se c’eravate in quelle serate sapete di cosa parliamo, se non c’eravate i racconti non bastano). Si conclude sabato 19 con una a All Star di amici e compari che sono passati in questi anni dallo Zeta e che non potevano mancare al festeggiamento che si produrranno in una maratona di suoni, liriche e parole.

 

 

 

17, 18, 19 marzo

 

Tutte le sere dalle 19.30 aperitivo e cena sciale

 

 

 

 

GIOVEDI’ 17 – H 21.00

 

BRUSIO NET LABEL

presenta

 

HATORI YUMI

PAOLINO CANZONERI

STASI

DR.LR

 

 

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

 

 

VENERDI’ 18 – H 21.00

 

QANAT record

 

presenta

 

SERGEANT HAMSTER

 

NECRASS

 

UN GIORNO DISPERATO

 

+ guest

 

dj set con Diana Rouge

 

 

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

 

 

SABATO 19

 

dalle 17.00 – reading, spoken performance con:

 

 

Sara Romano – Elvira Guarino – Irene Falci – Gaspare Perricone

 

Giacomo Guarneri – Quartriati – Daria Castellini –

 

Giampiero Caldarella – Chiara Pane e Stefania Savoia –

 

Luciana Zarini – Emilia Guarino – Sergio Cataldi

 

 

dalle 21 concerti con

 

DONSETTIMO

 

MANOMANCA

 

JERUSA BARROS

 

OM


L’OTTO NON SOLO A MARZO!

Siamo un collettivo femminista e lesbico autorganizzato,  nato otto anni fa nella facoltà di lettere e filosofia. Quando ci siamo riunite la prima volta sapevamo che qualsiasi cosa fosse nata tra quelle mura sarebbe partita dalle impressioni, immaginari, idee, opinioni di ognuna di noi in merito alla società e rispetto a come questa si relazionava con la differenza di genere: è proprio sulla base delle contraddizioni e delle imposizioni che più intimamente viviamo sui nostri corpi che elaboriamo un’analisi concreta della società e dei ruoli che questa ci obbliga a rivestire.

Nel corso degli anni siamo uscite dall’università, abbiamo partecipato ai movimenti di lotta per la casa, ai movimenti studenteschi, di lavoratori/trici , migranti, antirazzisti, anticapitalisti, antisessisti e per il riconoscimento di diritti civili e politici della comunità lgbtqi: abbiamo deciso dunque di essere parte integrante di ogni sussulto di rivendicazione e autodeterminazione!

Ecco perché per noi l’otto marzo non è una festa, ma una giornata di lotta ed ecco perché abbiamo deciso di fare un elenco di ciò che viviamo in quanto donne e di ciò che rivendichiamo.

Noi l’8 marzo lottiamo: per il volantino 8 marzo 2011

–          Contro uno  Stato in cui con la maschera della legalità si consumano i peggiori crimini contro l’umanità!

Siamo accanto a tutt* i/le migranti. Crediamo che l’8 marzo sia un giorno per stare in piazza per e con le vittime della tratta che vivono e muoiono nelle nostre strade, e per coloro che vengono umiliate, stuprate, massacrate dentro i CIE. Siamo con tutte quelle donne che prive di qualsiasi diritto e contratto continuano a curare anzian* e bambin* e a pulire per pochi euro le abitazioni.

L’8 marzo è la giornata di tutte le donne a prescindere da religione, etnia, luogo e data di nascita. L’8 marzo è una giornata di mobilitazione internazionalista perché la discriminazione di genere non ha confini!

Per ogni donna lesa, stuprata, offesa siamo tutte parte lesa!

–          contro la strumentalizzazione o la banalizzazione della violenza di genere.

“Spesso si crede che la violenza sulle donne riguardi mogli e madri di famiglie “ignoranti”,che non possa riguardare noi o le nostre coetanee, o a chi a noi stia più vicina…invece certe ragazze camminano a testa bassa per non cadere nell’insensato stimolo di salutare conoscenti….
Ci rattrista sentire gente che crede che tutti gli omicidi dettati da possessione  e dall’idea che un uomo si senta in diritto di opprimere una donna sia nel corpo che nello spirito,non siano crimini sessisti e che non abbiano a che fare con il maschilismo radicato in tutti noi,uomini e donne, ma che semplicemente siano un dilagare di pazzie sociali.
Se non le vedete per strada con l’occhio nero,non vuol dire che non le abbiano tirato i capelli ,dato calci,trascinate,strattonate,che non le abbiano sputato in faccia;
Se non le vedete per strada piangere non vuol dire che non le sia stato impedito di salutare,di studiare ,di aprirsi e confidarsi,di andare in palestra;
se non conoscete alcuna donna vittima di violenza non vuol dire che non esistano o che abbiate gli occhi per vederle,loro non possono parlare,non possono uscire sole e se escono in compagnia neanche le vedete,sono fantasmi svuotate da qualsiasi forza ,tranne quella che permette loro di sopravvivere”.

Noi pretendiamo lo stanziamento dei fondi per i centri antiviolenza. La violenza maschile sulle donne sia essa psicologica, economica, fisica, sessuale colpisce una donna su tre!

Noi abbiamo il diritto e pretendiamo di uscire dal silenzio!

–          contro la precarietà esistenziale e lavorativa e contro e i tagli sui luoghi di lavoro.

Viviamo in un periodo di crisi strutturale del sistema capitalista, e a farne le spese siamo noi lavoratori e lavoratrici.

Le donne sono i soggetti che più direttamente subiscono i contraccolpi della contrazione economica. Da sempre percepiamo salari a parità di prestazioni più esigui, e oggi subiamo maggiormente l’espulsione dal mercato del lavoro. Conseguenza ne è il ritorno forzato delle donne tra le mura domestiche, rinvigorendo la divisione in ruoli tipica della famiglia etero sessista e patriarcale. In questo modo viene fatto passare come “corretto” e “naturale” non solo un modello di organizzazione sociale ma anche un modello culturale opprimente  che non tiene assolutamente in considerazione la nostra indipendenza, autonomia, libertà di scelta.

–          Ci opponiamo alla divisione tra donne per bene e donne per male. Siamo accanto alle lavoratrici del sesso e insieme a loro rivendichiamo diritti!

Tentiamo di costruire ogni giorno una società diversa. Combattendo per dei miseri stipendi a fine mese lottiamo soprattutto per conquistare un nostro spazio in questo mondo creato sino ad ora solo a misura di uomo. La nostra lotta parte dalle nostre case, spesso teatro di violenze e sopraffazioni, attraversa le strade e i luoghi di lavoro. Desideriamo relazioni tra partner orizzontali e non determinate da nessuno stereotipo comportamentale.

–          Lottiamo – ancora! – per una sessualità libera e consapevole!

Ci battiamo contro un’idea di sessualità basata su stereotipi di comportamento che prendono avvio solo dalla cultura machista sino ad oggi predominante nella società.

Non riconosciamo alcun modello né di virilità né di femminilità. Pensiamo che ognun* debba realizzare il proprio piacere nelle relazioni con gli/le altr* in modo libero.

Siamo per la liberazione dei e dai generi!

–          Lottiamo – ancora! – per avere il diritto ad essere curate, per una sanità laica e a misura delle nostre esigenze. Difendiamo i consultori che subiscono oggi attacchi feroci da parte di una gestione criminale della sanità pubblica. Purtroppo in Italia le elezioni sono sempre motivo di compromesso ed è sempre sui diritti delle donne che tali compromessi vengono siglati. Il sostegno della Chiesa cattolica e delle sue organizzazioni sembrano essere tanto fondamentali che ad ogni elezione e ad ogni campagna elettorale i primi diritti ad essere negati sono i  nostri! Ci riferiamo ad es. alle proposte di Cota in Piemonte e/o alla riforma Tarzia nella regione Lazio, o al riconoscimento dei  diritti civili che in questo paese – ancora!- tardano ad arrivare!

A questo sistema politico economico e culturale gridiamo BASTA!

Siamo per l’autodeterminazione!

Il nostro 8 marzo è alla luce della R/esistenza, dell’antisessismo, antirazzismo, antifascismo, anticapitalismo!

Le nostre bandiere e i nostri ombrelli rossi coloreranno ancora le piazze!

Il nostro 8 marzo è all’insegna della libertà di scelta!

Libere di agire capaci di reagire!

Collettivo Malefimmine malefimmine@gmail.comwww.malefimmine.noblogs.org

 

 

TERZO APPUNTAMENTO “AI CONFINI DEL PARADISO”

A pochi mesi dal pride 2011 e nel pieno collasso del sistema economico
eterocapitalista ,sentiamo di dover dare un contributo per accendere la questione dei carenti diritti di cittadinanza che caratterizza le nostre esistenze.
Viviamo in uno Stato in cui la cultura misogina ,razzista
…cattolica e omo-lesbo-transfobica trionfa e viola gli immaginari
imponendo rigidi vincoli alla libertà di circolazione, alle relazioni di amore e al…la sessualità. La nostra gioia e la voglia di inventare famiglie
non obbligatoriamente eterosessuali ,slegate dai ruoli e dalla violenza della famiglia patriarcale non trovano legittimazione.
Questo cineforum è uno sguardo sulla nostra quotidianità di negazioni,di r/esistenza e creativià per aprire spazi di riappropriazione di corpi e desideri.Sono sei momenti di incontro pe interrogare i nostri immaginari ed aprire insieme varchi,chiamando a raccolta chi vive a palermo vite,secondo la morale dominante,impossibili

I APPUNTAMENTO: domenica 13 febbraio WOMEN
II APPUNTAMENTO: domenica 27 febbraio GO FISH
III APPUNTAMENTO: domenica 6 marzo AI CONFINI DELPARADISO
IV APPUNTAMENTO: domenica 20 marzo BOYS DON’T CRY
V APPUNTAMENTO: domenica 3 aprile DIRTY DIARIES
VI APPUNTAMENTO:domenica 17 aprile IL LUPO IN CALZONCINI
CORTI

In tutta Italia i movimenti e i collettivi femministi saranno in piazza insieme alle donne, compagne,lesbiche, lavoratrici, migranti, precarie, disoccupate, inoccupate, casalinghe e lavoratrici del sesso, per dire no a un sistema politico, economico e culturale che sta usando in ogni suo ambito i nostri corpi per celare la sua crisi strutturale. .

La nostra coscienza è di classe, politica e soprattutto di genere. Siamo antisessiste, antifasciste, antispeciste, antirazziste, antiliberiste, siamo contro tutte quelle idee e ideologie sottese a distruggere il nostro presente e il nostro futuro, la nostra dignità, i nostri immaginari! Dividerci tra sante e puttane, tra donne oggetto e angeli del focolare è quello che ha portato all’affermazione di un modello di società basato su ruoli e stereotipi che ci ingabbiano e ci uccidono ogni giorno. E il modello impostoci è in ogni caso un modello maschile, creato da uomini, piegando le donne ad essere quello di cui loro hanno bisogno nei vari ambiti della loro esistenza. Quello che si afferma in questo momento non è un modello di donna, è un sistema!E ad esserne offese non dovremmo essere solo noi: viene diffuso anche un immaginario di uomo spietato, violento, pedofilo…davvero tutti gli uomini vogliono essere complici di questo stereotipo maschile? La differenza di genere è la nostra battaglia politica quotidiana ed ha il colore politico della riscossa. La nostra autodeterminazione cozza con un regime autarchico e patriarcale. Noi siamo sempre state nelle piazze, non avremmo potuto non esserci…il delitto d’onore in Italia è stato abolito solo nel 1981, la violenza sessuale è diventata reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1996. Ancora oggi ci battiamo per un sistema sanitario che tenga conto delle nostre esigenze:eppure quanti sono i medici non obiettori negli ospedali? Quanti sono gli ospedali che non rimandano a casa con il carnefice le donne vittime di violenza?E quanti fondi sono stati tagliati ai centri antiviolenza?Inoltre non stanno forse promuovendo una riforma morale della società, tesa solo ad imporre un sistema classista, accompagnato da una riproposizione della famiglia etero patriarcale come base dello Stato, e che punta ad espellere migliaia di donne dal mercato del lavoro?

In quanto donne ci sentiamo dilaniate da una battaglia partitica che ci usa solo come merci di scambio!Ci hanno dipinto come delle deboli vittime da proteggere. Hanno sfruttato la violenza maschile contro le donne per giustificare leggi razziste quali il decreto antistupro e la creazione delle ronde. Sfruttano le donne per dare il colpo finale ad un premier le cui sorti sono già scritte in tutti i processi per concussione, abusi di potere, associazione mafiosa, p2, ecc…E’ deprimente pensare che la cultura sia talmente intrisa da perbenismo catto-conservatore che per condannare questo sistema politico istituzionale, si è dovuti passare attraverso uno “scandalo” che ha come perno – tanto per cambiare! – la “morale” femminile. Quante prestazioni vendiamo noi oggi sul mercato? E quante di queste prestazioni sono equamente compensate?

Noi siamo un collettivo femminista e lesbico autorganizzato, il nostro è un percorso che continua e che non comincia adesso!

La dignità delle donne NON è la dignità della nazione!
La dignità della nazione NON è la dignità delle donne!
Il fascismo aveva dato alle donne il compito di educatrici della gioventù fascista e quindi il compito di essere le portatrici degli onori della nazione!

Non ci stiamo a queste parole d’ordine!Molte donne, sorelle, compagne hanno  già combattuto quelle parole e sono morte per proteggere la nostra dignità di soggetto politico pensante, indipendente, libero!

Indecorose e libere, ribelli e antifasciste saremo in piazza con gli ombrellini rossi delle sexworkers (http://www.lucciole.org/content/view/662/14/) e con le nostre bandiere!

Collettivo Malefimmine

malefimmine@gmail.comwww.malefimmine.noblogs.org

Link suggeriti: http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/02/08/13-febbraio-massa-critica-con-gli-ombrelli-rossi-noi-vogliamo-tutto/

http://figliefemmine.noblogs.org/post/2011/02/05/siamo-puttane-siamo-antirazziste-e-siamo-antifasciste/

Compagn*, avendo deciso di sfruttare il momento di piazza di giorno 13 ma ritenendoci ben distanti dall’analisi della Concita e dal qualunquista anti-Berlusconismo dilagante abbiamo pensato di scendere in piazza e caratterizzare il corteo,che si è riuscito ad ottenere con non poche pressioni e di riempirlo di contenuti: i nostri!
Vorremmo che chi decidesse di partecipare, condividendo questa nostra posizione e l’analisi fatta da …Femminismo a sud ( http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/02/06/13-febbraio-partecipiamo-con-i-nostri-contenuti-critici/http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2011/01/20/donne-perbene-e-donne-permale/ ) e dalle figliefemmine ( http://figliefemmine.noblogs.org/post/2011/02/05/siamo-puttane-siamo-antirazziste-e-siamo-antifasciste/ ) ,si unisse al nostro spezzone vestendosi di rosso ,portando bandiere rosse, ombrelli rossi, cappelli e tutto ciò che di rosso avete per i diritti di tutte le donne! Basta alla divisione tra donne perbene e donne permale!

Riempiamo di rosso e contenuti la piazza con tutto il materiale che possiamo e vogliamo,con i veri problemi che affliggono il nostro paese.

Appuntamento a Piazza Croci giorno 13 febbraio alle ore 10,facciamoci riconoscere!

Saluti a pugni chiusi e bandiere rosse al vento

http://malefimmine.noblogs.org/

malefimmine@gmail.com

http://leribellule.noblogs.org/post/2011/01/18/24-gennaiople-clodio-la-nostra-passione-contro-la-vostra-repressione/

14 dicembre: contro la crisi esplode la rabbia.

L’unica risposta di governo e magistratura è la repressione.

Il 14 dicembre, a Roma, la piazza era gremita di studenti, lavoratori e lavoratrici, precari e precarie, migranti, cittadini aquilani e di Terzigno e molti altri ancora, a cui il governo da anni sta facendo pagare il prezzo della crisi, negando loro qualunque prospettiva di una vita dignitosa.

Quel giorno la piazza ha manifestato in massa la sua giusta rabbia, mentre a poche centinaia di metri uno dei governi più corrotti che questo paese abbia mai avuto si assicurava la sopravvivenza attraverso la compravendita di consensi parlamentari.

Per tutta risposta le forze dell’ordine rastrellavano persone per le vie del centro di Roma, e si scatenavano le dichiarazioni forcaiole degli uomini politici di vario colore. Costoro, abbandonando per un momento le loro invettive alle “toghe rosse”, hanno invocato un vigoroso intervento della magistratura.

Quel giorno sono state arrestate 23 persone. Uno di loro, Mario, è tutt’ora in regime di arresti domiciliari nonostante sia incensurato ed accusato di reati “minori”. Un altro, benché minorenne, sarà sottoposto fino a giugno agli arresti domiciliari.

Il 23 dicembre 2010 si è tenuta la prima udienza del processo contro Mario e gli altri compagni/e arrestati\e. Il processo è stato rinviato al 24 gennaio.

Il motivo per il quale i giudici hanno negato la libertà a Mario è la permanenza in Italia di un “clima di tensione sociale”. Per fortuna è stata almeno respinta l’assurda richiesta avanzata da Alemanno per la costituzione di parte civile del Comune di Roma, in quanto a Mario non è addossata nessuna “lesione dell’arredo urbano”.

Ai numerosi compagni/e presenti in aula – studenti, lavoratori, amici degli imputati – l’atteggiamento dei giudici non è apparso né sereno, né imparziale , ma anzi costoro sono sembrati partecipi e schierati con il clima fazioso e colpevolista voluto dal governo all’indomani del 14 dicembre.

Ad oggi è ormai noto alla cittadinanza che gli arrestati sono stati rastrellati a caso e accusati genericamente del reato di “resistenza in concorso”.

Del resto, è fallito anche il tentativo di dividere i manifestanti in “buoni e cattivi” sia per la compattezza del movimento, sia perché larga parte della società ha riconosciuto alla protesta motivazioni valide e concrete: la crisi economica e sociale che il paese sta attraversando non solo mette in pericolo il nostro futuro, ma cosa ben più grave, è un attacco al nostro presente e la protesta contro tutto ciò non può essere semplicemente ignorata e repressa.

Tenere ulteriormente agli arresti domiciliari Mario è una iniqua punizione, una pena prima della sentenza.

Inoltre si preannunciano ulteriori e numerosi provvedimenti penali nei confronti di centinaia di partecipanti alla giornata del 14 dicembre.

E’ quindi quanto mai necessario che tutti coloro che hanno animato la piazza del 14 dicembre facciano sentire la loro voce durante la prossima udienza per esprimere la loro solidarietà a Mario e a tutti e tutte gli/le arrestati/e.

Lunedì 24 gennaio

Ore 9:30

Presidio a Piazzale Clodio

La nostra passione Contro la vostra repressione

Mario libero

Tutte Liberi

Sostegnolegale14dicembre@autistici.org

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