precarietà è violenzaRiflessioni di una generazione precaria….

Oltre i trent’anni siamo ancora a casa dei genitori,e le prospettive per il futuro non dicono nulla di diverso…perchè le coppie che dovrebbero pensare a concretizzare i propri rapporti sono costrette a separarsi perchè per raggiungere un’indipendenza economica devono cercare lavoro fuori,lavori che quasi mai corrispondono a quelli per cui hanno sciupato anni della propria vita,lavori che non c’entrano con quello per cui hanno versato soldi allo Stato per formarsi(sorvolando sul fatto che le leggi,per motivi esclusivamente di retaggio culturale,sostengono da sempre solo il nucleo familiare eterosessuale vincolato dal matrimonio,senza tener in considerazione i/le single o tutte le altre relazioni affettive da questo Stato non riconosciute)…….niente,non torna niente ai/alle pover* cittadin*,solo fame e disperazione e sensazione,amara,di impotenza e invisibilità…..VIOLENZA fatta su tutt* trasversalmente, ma che come sempre investe le donne più di ogni altro soggetto! Perchè le stesse scelte economiche che ci hanno portate a subire questa crisi non lasciano spazio alla libera realizzazione  di nessun*, figuriamoci delle donne, costrette in tipizzazioni  di ruoli che “possono” oscillare solo dalla madre – moglie – fattrice, alla donna oggetto di libido maschile, alla donna in carriera , modelli impartiti dalla cultura di un Paese che nulla hanno a che vedere con l’idea che ogni donna ha di se stessa!!! Perchè una possibile maternità può essere utilizzata per una non assunzione ; perchè i primi fondi che fanno saltare sono quelli destinati ai centri antiviolenza ; perchè le leggi securitarie e razziste vengono mascherate da leggi sul decoro (e ci sarebbe molto da dire su cosa sia il decoro e da chiedersi perchè solo i gesti delle donne intaccano il decoro di una città) e di protezione sempre delle “NOSTRE” donne dallo straniero,quando SAPPIAMO BENE CHE IL 70% DELLE VIOLENZE SULLE DONNE AVVIENE DA UN MEMBRO DELLA FAMIGLIA O DAL COMPAGNO,famiglia dalla quale spesso non riusciamo ad uscire proprio per motivi economici; perchè viviamo in un mondo pensato al maschile in tutte le sue manifestazioni;perchè la Chiesa,che detta legge all’interno dei Governi,ora come ora più che mai vista la percentuale di soggetti organici al Vaticano che costituiscono il governo tecnico appena instauratosi, muove pedine ovunque per insinuare i propri dettami che quasi sempre si espletano sui diritti e le scelte delle donne….per tutto questo, e molto altro, COME FEMMINISTE LOTTIAMO DA ANNI E OGNI GIORNO E CONTINUEREMO A FARLO PER AVER RICONOSCIUTA LA NOSTRA DIFFERENZA DI GENERE E PER IL DIRITTO ALLA LIBERTà DI SCELTA CHE ORA PIU CHE MAI CI VIENE NEGATA”

(25 novembre – giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne)

DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011

dalle ore 19.00 allo ZETALAB (Via Boito 7)

vi invitiamo a partecipare all’incontro dal titolo “Precarietà è violenza”

 a seguire aperitvo e proiezione di “WE WANT SEX” di Nigel Cole

violenza - precarietà