donazione di sangueQuella che riportiamo di seguito è la testimonianza di un ragazzo palermitano.

Pensiamo non ci sia bisogno di aggiungere commenti…
Circa un mese fa mi sono recato presso un’associazione palermitana di donatori di sangue. Prima di donare ho notato, sulla scrivania alla quale sedevo, la presenza di un foglio in cui erano elencati i motivi per i quali può venire preclusa la possibilità di donare. Tra essi, oltre a varie malattie veneree, oltre al consumo di droghe e alla consuetudine di avere rapporti sessuali non protetti e occasionali, ho trovato la voce “rapporti omosessuali”. Ne sono rimasto fortemente colpito e ho provato una forte indignazione. Non sono un medico, ma mi sono informato: gli studi più recenti dimostrano che oggi i più colpiti dall’AIDS, la malattia venerea più pericolosa, sono gli eterosessuali e i medici invitano a parlare non di categorie a rischio, ma di comportamenti a rischio. Pericolosi sono tutti i rapporti occasionali e non protetti, siano essi omosessuali o eterosessuali. La cortese presidentessa dell’associazione mi ha spiegato che le associazioni sono tenute a mantenere tale dicitura in seguito a disposizioni ministeriali. Per quanto mi riguarda, non so se potrò continuare a donare, per rispetto nei confronti dei miei tanti amici omosessuali e dei tanti omosessuali che, per la vita degli altri, donano il proprio sangue. Discriminare chi fa una buona azione, è un atto ignobile, l’ennesimo contro chi in Italia non ha affatto vita facile. Anzi, tutt’altro.

Purtroppo non è un caso isolato, avvenimenti simili sono accaduti a Roma e Milano…

Ci chiediamo a quale legge e a quali disposizioni ministeriali si riferisca la presidentessa dell’associazione…

Secondo quale ragione scientifica l’orientamento sessuale e l’identità sessuale possono precludere la possibilità di donare?!??!!

L’unica ragione che ci viene in mente non è assolutamente scientifica, ma molto culturale, troppo legata al razzismo, al sessismo e alla omo/lesbo/trans – fobia dilagante in questo paese!

Riprendiamo delle parole di Porpora Marcasciano per concludere questo post:

“la produzione di scarti umani è una delle industrie del capitalismo che non conosce crisi. il potere usa lo scarto umano come combustibile per la strategia della tensione: il diverso crea allarme, una paura che abili burattinai sanno bene come manovrare e indirizzare e serve  a mantenere la struttura”