CONTRO GLI SGOMBERI DEI CENTRI SOCIALI
malefimmine
22 Aprile, 2009 20:18
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Zetalab non si tocca
Oggi, mercoledì 22 aprile, è stata comunicata al Laboratorio Zeta una inginuzione di sgombero.Lo IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) proprietario dell’immobile, nel 2002, mentre era in corso una vertenza da parte del Laboratorio Zeta (poi interrotta dallo stesso Istituto), emana un bando per l’assegnazione dei locali. Il bando viene vinto da tale Associazione Aspasia che, venendo a conoscenza dello stato di occupazione di via Boito 7, denuncia alla magistratura lo IACP. Pochi giorni fa è arrivato un provvedimento di condanna dello IACP, e l' ingiunzione di sgombero. Le operazioni si sono conclusa con la presa d'atto dell'impossibilità a procedere. Lo IACP si è impegnato a convocare un tavolo con tutte le parti coinvolte. Lo sgombero è stato rinviato al 22 giugno.A partire da tale atto il civico di via Boito 7 è sotto sfratto.Quella di Zeta è una storia collettiva, che sta dentro i percorsi di democrazia partecipata e di difesa dei diritti sociali che hanno segnato la nostra città negli ultimi dieci anni.La storia del Laboratorio Zeta è la storia di quanti in questi anni hanno condiviso, sostenuto e accompagnato questo percorso politico, per un tratto breve o lungo, per una sera o per anni interi contribuendo alla sua trasformazione.Dal 20 marzo 2001, quello che era uno stabile abbandonato è stato trasformato in uno spazio pubblico, divenendo laboratorio di sperimentazione culturale e di partecipazione sociale e politica in prima linea nelle lotte per il diritto alla casa, la difesa dei beni comuni, i diritti dei migranti, la denuncia del sistema di potere affaristico-politico-mafioso che governa la città.In questi 8 anni abbiamo prodotto e ospitato laboratori e spettacoli teatrali, presentazioni di libri e di video, concerti, rassegne cinematografiche, seminari, dibattiti, mostre fotografiche e pittoriche, corsi di informatica, corsi di italiano per stranieri, ecc... E' attiva una biblioteca con più di 2000 volumi.Dal marzo 2003 ha preso vita un'esperienza di cogestione abitativa. Questa esperienza nasce dall’incontro con un gruppo di richiedenti asilo sudanesi, insieme ai quali è stato intrapreso un percorso di rivendicazione dei diritti dei migranti.Lo Zeta è così diventato un punto di riferimento, stabile o di passaggio, per centinaia di migranti di ogni nazionalità che hanno collaborato alla trasformazione e alla gestione degli spazi, sperimentando una forma di accoglienza lontana da logiche paternalistiche ed assistenziali. In quest’ottica nel 2006 abbiamo lanciato una campagna di solidarietà, che grazie ad una sottoscrizione popolare, ha consentito l’autorecupero e la ristrutturazione degli spazi abitativi (bagni, lavanderia, cucina).Nell’assenza totale di politiche di accoglienza da parte dell’Amministrazione, lo Zeta è l’unico spazio di accoglienza laico della città, ruolo ipocritamente legittimato dalle stesse istituzioni che, pur non riconoscendolo ufficialmente, lo hanno inserito nell’elenco dei servizi agli immigrati presenti sul territorio.Gli attacchi susseguitisi nell'ultimo anno ad esponenti del movimento e al comitato di lotta per la casa sono segnali che vanno nella stessa direzione, quella del tentativo di azzeramento dei conflitti sociali e della normalizzazione di una città che è tutt'altro che normale.Sono tutte questioni non tecnico-giuridiche, ma politiche e sociali.Ciò che è in gioco non è la destinazione d'uso di un posto, ma la quota di democrazia di una città.
Zetalab non si tocca
Laboratorio Zeta
- Palermo - 21/4/2009
Il Laboratorio Zeta è anche la nostra storia Tutti noi al suo interno abbiamo presentato i nostri libri, proiettato i nostri video, abbiamo organizzato dibattiti e vi abbiamo assistito; tutti noi abbiamo partecipato a incontri, cene, concerti, seminari; abbiamo provato i nostri spettacoli e suonato la nostra musica; abbiamo fatto crescere la biblioteca di quartiere.Abbiamo soprattutto sperimentato e sviluppato forme reali di partecipazione politica e socialità non mediata. Tutti noi abbiamo vissuto il Laboratorio Zeta.Lo abbiamo attraversato ed ha attraversato le nostre vite. Con lo Zetalab abbiamo contribuito alle battaglie per la libertà ed i diritti degli esclusi, promuovendo centinaia di iniziative che nel tempo hanno coinvolto migliaia di persone in difesa del diritto alla casa, alla libera circolazione delle persone, al rispetto dei beni comuni.In otto anni di storia lo Zeta ha restituito uno spazio pubblico nel quale la dimensione locale e le dinamiche globali sono state raccontate ed intrecciate in un unico vissuto. La presenza dello Zeta in città ci ha permesso di vivere meglio una Palermo in cui la cultura, gli spazi di socialità e scambio sono sempre più ristetti e relegati alla sfera del privato. La cogestione degli spazi con la comunità sudanese, la scuola di italiano per stranieri, hanno rappresentato un modo diverso di vivere le trasformazioni del nostro territorio, nella prospettiva della valorizzazione delle differenze e della lotta alle disuguaglianze.Il Laboratorio Zeta è un'altra idea di Palermo, di Italia e di Mediterraneo;è un luogo da cui continuare a muoversi per interpretare il nostro presente e per inventarci il nostro futuro.Lo Zeta è anche la nostra storia. E deve continuare ad esserla.
Per sottoscrivere l'appello e inviare comunicati: laboratoriozeta@yahoo.itOppure su:
http://www.kom-pa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=389&Itemid=1
25 APRILE GIORNATA DI LOTTA!
malefimmine
20 Aprile, 2009 09:56
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SENZA MEMORIA NESSUN FUTURO
Dai più considerata come ricorrenza e negli ultimi giorni per giunta beffeggiata dai politici italiani, il 25 aprile rappresenta in realtà una giornata ricca di significato soprattutto alla luce delle novità giuridico-istituzionali che sono state introdotte negli ultimi mesi.
E’ il simbolo della sconfitta del nazifascismo in Europa, della fine del regime mussoliniano in Italia, rappresenta cioè una data importante per tutt* i cittadin* che sotto le bombe hanno perso la vita, ma lo è di più per coloro che hanno resistito e che dalle barricate hanno lanciato un No al fascismo, al razzismo, alla censura e al regime; un grido forte che riecheggia ancora oggi non soltanto nelle menti di chi ha vissuto quelle giornate più o meno direttamente, ma soprattutto nelle azioni e reazioni di chi ancora oggi, memore di un passato nero, decide di alzarsi a gran voce contro chi vuole cancellare la storia del nostro passato a forza di decreti legge, revisionismo storico e controllo dell’informazione.
L’approvazione negli ultimi mesi del pacchetto sicurezza si iscrive nella volontaria riconfigurazione in senso razzista-repressivo dello Stato e delle sue leggi.
Il pacchetto “insicurezza” infatti dimostra in ognuno dei suoi articoli la logica e la cultura che lo hanno ispirato. Attraverso la creazione di un vero e proprio clima di terrore (clima creato soprattutto attraverso l’uso distorto e distorsivo dei mezzi di comunicazione di massa) attorno alla figura del diverso, dell’immigrato, dello straniero, si è fatta passare una legge razzista e discriminatoria che arriva ad ipotizzare la possibilità di denuncia da parte dei medici di propri pazienti, l’impossibilità di registrare i bambini figli di “irregolari”, l’espulsione coatta dal paese di chi qui è venuto soltanto alla ricerca di un posto di lavoro, di una casa, di un luogo dove non morire sotto mine antiuomo (molte delle quali costruite proprio dall’industria bellica italiana).
RAZZISMO
Ma il pacchetto prevede anche il rispetto per il “decoro urbano”, un decoro che certamente è minato non già dai licenziamenti, cassa integrazioni, precarietà e abbassamento del livello di vita e delle possibilità economiche, ma da chi la crisi economica in atto non ha contribuito a creare e che pertanto sente l’esigenza di manifestare il proprio disappunto, i propri bisogni. Una rabbia cioè normale per chi non arriva a fine mese e vive in una condizione di perenne precarietà lavorativa ed esistenziale!
Esigenze che lo Stato decide di non ascoltare, esigenze a cui lo Stato risponde a suon di manganellate, ordinanze antisciopero, e negli ultimi giorni anche con colpi di pistola delle forze dell’ordine.
REPRESSIONE
Ma gli oscuri potenti vogliono anche istituire le ronde, gruppi di liberi cittadini o associazioni che hanno il compito di “segnalare” alle forze dell’ordine chi commette atti non “decorosi” o di disturbo alla quiete urbana. Tentano cioè di legalizzare le azioni di quanti in questi anni hanno covato odio e razzismo sfociati poi in violenze, aggressioni, omicidi; stanno offrendo una copertura legale a chi dalla Costituzione dello Stato non è nemmeno riconosciuto, i (neo)fascisti , cancellando con un solo decreto 64 anni di storia e resistenze.
E fanno tutto ciò servendosi di un decreto antistupro che di certo non attenuerà per nulla la percentuale degli stupri e delle violenze sulle donne.
La violenza sulle donne è MASCHILE e non etnica, e avviene per il 70% tra le mura familiari.
E in risposta a questa realtà hanno tagliato i fondi ai centri antiviolenza e continuano a ridurre i posti di lavoro, ricacciando le donne all’interno delle proprie “abitazioni – celle”, inchiodate a svolgere compiti di cura e assistenza nel triste silenzio di chi viene costretto a vivere alle spalle di qualcuno!
Le donne sanno cosa vogliono e non si sottometteranno a nessun ordine decoroso che le vede solo subalterne!
CONTROLLO E FASCISMO
Per tutto questo il 25 aprile è per noi una giornata di lotta:
- contro la precarietà e una crisi che non abbiamo creato e che non vogliamo pagare;
- contro uno Stato oppressivo che risponde alle nostre esigenze con repressione, controllo, ordine, cancellando i nostri pensieri e i nostri diritti giorno dopo giorno;
- contro le ronde e il pacchetto sicurezza;
Per l’autodeterminazione delle donne, dei popoli!
Per il diritto ad un’esistenza senza ricatto, liberi da logiche clientelari e mafiose.
NESSUN CONTROLLO SUI NOSTRI CORPI, NESSUN CONTROLLO SULLE NOSTRE VITE, NESSUN CONTROLLO SULLE NOSTRE MENTI!
ORA E SEMPRE ANTIFASCISTI/E
25 APRILE PER LA LIBERTA’ E LA RESISTENZA!
25 APRILE PER LA LIBERAZIONE!
CORTEO ORE 18.00 PIAZZA MASSIMO
LABORATORIO ANTIFASCISTA PALERMITANO
Per info: labantifapa@gmail.com
no repressione - contro il pacchetto sicurezza - no ronde - no revisionismo storico!
Dal 2005 al 2008 si sono verificate almeno 329 aggressioni
fasciste e 161 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo.
Dal 2005 sono almeno 5 i tentati omicidi, ovvero aggressioni in cui neofascisti tentano
di colpire organi vitali e i feriti versano in gravi condizioni.
Il 27 agosto 2006 viene ucciso a Focene (Roma) Renato Biagetti, accoltellato da due
giovani simpatizzanti di estrema destra.
Nicola Tommasoli, muore a Verona il 5 maggio 2008,
aggredito e picchiato da 5 neofascisti per futili motivi, perché portava i capelli lunghi.
Davide Cesare colpito da 13 coltellate inferte da un neofascista, muore la notte tra il 16 e il 17 marzo 2003.
99 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti/ sedi di partiti/sindacati/ANPI
123 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali
107 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, giornalisti,
ragazzi)
161 atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce personali.
PER UN 25 APRILE DI LOTTA!
malefimmine
19 Aprile, 2009 11:05
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25 APRILE GIORNATA DI LOTTA
SENZA MEMORIA NESSUN FUTURO
Dai più considerata come ricorrenza e negli ultimi giorni per giunta beffeggiata dai politici italiani, il 25 aprile rappresenta in realtà una giornata ricca di significato soprattutto alla luce delle novità giuridico-istituzionali che sono state introdotte negli ultimi mesi.
E’ il simbolo della sconfitta del nazifascismo in Europa, della fine del regime mussoliniano in Italia, rappresenta cioè una data importante per tutt* i cittadin* che sotto le bombe hanno perso la vita, ma lo è di più per coloro che hanno resistito e che dalle barricate hanno lanciato un No al fascismo, al razzismo, alla censura e al regime; un grido forte che riecheggia ancora oggi non soltanto nelle menti di chi ha vissuto quelle giornate più o meno direttamente, ma soprattutto nelle azioni e reazioni di chi ancora oggi, memore di un passato nero, decide di alzarsi a gran voce contro chi vuole cancellare la storia del nostro passato a forza di decreti legge, revisionismo storico e controllo dell’informazione.
L’approvazione negli ultimi mesi del pacchetto sicurezza si iscrive nella volontaria riconfigurazione in senso razzista-repressivo dello Stato e delle sue leggi.
Il pacchetto “insicurezza” infatti dimostra in ognuno dei suoi articoli la logica e la cultura che lo hanno ispirato. Attraverso la creazione di un vero e proprio clima di terrore (clima creato soprattutto attraverso l’uso distorto e distorsivo dei mezzi di comunicazione di massa) attorno alla figura del diverso, dell’immigrato, dello straniero, si è fatta passare una legge razzista e discriminatoria che arriva ad ipotizzare la possibilità di denuncia da parte dei medici di propri pazienti, l’impossibilità di registrare i bambini figli di “irregolari”, l’espulsione coatta dal paese di chi qui è venuto soltanto alla ricerca di un posto di lavoro, di una casa, di un luogo dove non morire sotto mine antiuomo (molte delle quali costruite proprio dall’industria bellica italiana).
RAZZISMO
Ma il pacchetto prevede anche il rispetto per il “decoro urbano”, un decoro che certamente è minato non già dai licenziamenti, cassa integrazioni, precarietà e abbassamento del livello di vita e delle possibilità economiche, ma da chi la crisi economica in atto non ha contribuito a creare e che pertanto sente l’esigenza di manifestare il proprio disappunto, i propri bisogni. Una rabbia cioè normale per chi non arriva a fine mese e vive in una condizione di perenne precarietà lavorativa ed esistenziale!
Esigenze che lo Stato decide di non ascoltare, esigenze a cui lo Stato risponde a suon di manganellate, ordinanze antisciopero, e negli ultimi giorni anche con colpi di pistola delle forze dell’ordine.
REPRESSIONE
Ma gli oscuri potenti vogliono anche istituire le ronde, gruppi di liberi cittadini o associazioni che hanno il compito di “segnalare” alle forze dell’ordine chi commette atti non “decorosi” o di disturbo alla quiete urbana. Tentano cioè di legalizzare le azioni di quanti in questi anni hanno covato odio e razzismo sfociati poi in violenze, aggressioni, omicidi; stanno offrendo una copertura legale a chi dalla Costituzione dello Stato non è nemmeno riconosciuto, i (neo)fascisti , cancellando con un solo decreto 64 anni di storia e resistenze.
E fanno tutto ciò servendosi di un decreto antistupro che di certo non attenuerà per nulla la percentuale degli stupri e delle violenze sulle donne.
La violenza sulle donne è MASCHILE e non etnica, e avviene per il 70% tra le mura familiari.
E in risposta a questa realtà hanno tagliato i fondi ai centri antiviolenza e continuano a ridurre i posti di lavoro, ricacciando le donne all’interno delle proprie “abitazioni – celle”, inchiodate a svolgere compiti di cura e assistenza nel triste silenzio di chi viene costretto a vivere alle spalle di qualcuno!
Le donne sanno cosa vogliono e non si sottometteranno a nessun ordine decoroso che le vede solo subalterne!
CONTROLLO E FASCISMO
Per tutto questo il 25 aprile è per noi una giornata di lotta:
- contro la precarietà e una crisi che non abbiamo creato e che non vogliamo pagare;
- contro uno Stato oppressivo che risponde alle nostre esigenze con repressione, controllo, ordine, cancellando i nostri pensieri e i nostri diritti giorno dopo giorno;
- contro le ronde e il pacchetto sicurezza;
Per l’autodeterminazione delle donne, dei popoli!Per il diritto ad un’esistenza senza ricatto, liberi da logiche clientelari e mafiose.
NESSUN CONTROLLO SUI NOSTRI CORPI, NESSUN CONTROLLO SULLE NOSTRE VITE, NESSUN CONTROLLO SULLE NOSTRE MENTI!
ORA E SEMPRE ANTIFASCISTI/E
25 APRILE PER LA LIBERTA’ E LA RESISTENZA!
25 APRILE PER LA LIBERAZIONE!
CORTEO ORE 18.00 PIAZZA MASSIMO
LABORATORIO ANTIFASCISTA PALERMITANO
Adesioni:….
Per info: labantifapa@gmail.com; e il blog di cui non so l’indirizzo
no repressione - contro il pacchetto sicurezza - no ronde - no revisionismo storico!
Dal 2005 al 2008 si sono verificate almeno 329 aggressioni
fasciste e 161 atti vandalici/danneggiamenti inneggianti al nazifascismo.
Dal 2005 sono almeno 5 i tentati omicidi, ovvero aggressioni in cui neofascisti tentano
di colpire organi vitali e i feriti versano in gravi condizioni.
Il 27 agosto 2006 viene ucciso a Focene (Roma) Renato Biagetti, accoltellato da due
giovani simpatizzanti di estrema destra.
Nicola Tommasoli, muore a Verona il 5 maggio 2008,
aggredito e picchiato da 5 neofascisti per futili motivi, perché portava i capelli lunghi.
Davide Cesare colpito da 13 coltellate inferte da un neofascista, muore la notte tra il 16 e il 17 marzo 2003.
99 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti/ sedi di partiti/sindacati/ANPI
123 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali
107 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, giornalisti,
ragazzi)
161 atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce personali.