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la resistenza delle donne

malefimmine 24 Aprile, 2008 09:32 Generale Permalink Trackback (0)

La Resistenza delle donne Il 25 aprile non è una ricorrenza né un giorno di memoria, ma uno di lotta contro le logiche del dominio, della sopraffazione, della supremazia del più forte sul più debole, del controllo. Il fascismo non è morto a piazzale Loreto, è concreto e si manifesta nella violenza dell’esercizio del potere. A 63 anni da quei giorni, ahinoi, ci troviamo in balia di fascisti di palazzo, galoppini spietati e razzisti dichiarati che ogni giorno scelgono e prendono decisioni che, in primissima istanza, riguarderanno la nostra vita quotidiana. Rivendichiamo il diritto al reddito garantito, a un lavoro dignitoso, ad una casa; pretendiamo di vivere senza angosce, di urlare le nostre esigenze, i nostri bisogni, i nostri pensieri, senza essere censurati, denunciati e processati. Noi dobbiamo e possiamo sognare e reclamare un mondo migliore. La volontà di lottare per questo è ciò che ci guida, e se questa è sovversione siamo tutt@ sovversivi: credere di poter cambiare lo status quo è il primo passo verso la liberazione! Nella società odierna le donne vivono sotto un doppio strato di censure, proibizionismo e controllo. La liberazione della donna non riguarda esclusivamente la liberazione dai propri bisogni, ma anche un affrancamento da secoli di imposizioni culturali e sociali che ne hanno fatto uno strumento riproduttivo e/o un oggetto sessuale. La famiglia è l’arma fondamentale di lesione dei nostri diritti e del nostro immaginario, non di rado una tortura, spesso strumento di morte. Nei luoghi di lavoro ricopriamo esclusivamente incarichi base, e tendenzialmente i salari femminili sono inferiori a quelli maschili. Per non parlare poi di una segregazione professionale di genere che ancora oggi esiste. Il lavoro precario, privo di diritti, è la massima forma di sfruttamento della classe lavoratrice, e non è una coincidenza che le impiegate per eccellenza dei call center siano proprio le donne!!! Tanto più un lavoro è precario, instabile e tendenzialmente senza vincoli di orario, tanto più saranno le donne a esercitarlo, e questo perché la società odierna è strutturata perché siamo proprio noi a provvedere a tutti i compiti di cura, sollecitudine e riguardo della famiglia. Il welfare state italiano non ha mai previsto investimenti significativi in asili nido, scuole per l’infanzia o luoghi di sostegno per gli anziani. E’ sempre stata la donna a svolgere il doppio lavoro: uno domestico non retribuito e l’altro esterno alle mura domestiche mal retribuito. Il 25 aprile ripartiamo da noi stesse, dai nostri piaceri e desideri, lottiamo per liberarci da tutti gli stereotipi che Chiese, religioni e Stati ci hanno imposto. LIBERAZIONE dalla famiglia canonica, patriarcale ed eterosessuale; LIBERAZIONE dalla maternità come vincolo e obiettivo; LIBERAZIONE dal sistema economico-politico maschile.Partecipiamo direttamente alla vita politica, imponiamo le nostre volontà e i nostri bisogni a chi pensa di poter decidere per e su di noi. RIAPPROPRIAMOCI di noi stesse, dei nostri corpi, delle nostre esigenze e dei nostri desideri. Questa è la base della nostra RESISTENZA Questo è nel 2008 il cammino verso la LIBERAZIONE. VIVERE LIBERAMENTE NOI STESSE, LA NOSTRA AUTODETERMINAZIONE. COLLETTIVO MALEFIMMINE malefimmine@gmail.com - www.myspace.com/malefimmine - www.malefimmine.noblogs.org

25 aprile 2008 la resistenza delle donne

malefimmine 23 Aprile, 2008 15:40 Generale Permalink Trackback (0)

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QuickPost Quickpost this image to Myspace, Digg, Facebook, and others!" mce_src=" malefimmine 12 Aprile, 2008 17:28 Generale Permalink Trackback (0)

“ Obiettiamo gli obiettori" significa cheesercitiamo il diritto di scegliere da chi farci curare, pretendendo unrapporto di fiducia, trasparenza e assunzione di responsabilità con la personaa cui affidiamo la nostra salute. Significa, quindi, pretendere dalle Asl, daiConsultori e dagli Ospedali l'elenco del personale medico-sanitario che pratical'obiezione di coscienza. Alle donne che intendono difendere e affermare ildiritto all'autodeterminazione proponiamo di:

1.   costituirci come soggetti politici che esigono lapubblicizzazione e l'affissione pubblica negli ospedali e nei consultori delleliste del personale sanitario che fa obiezione;

2.  cominciarea raccogliere città per città, ospedale per ospedale, consultorio perconsultorio tutte le informazioni che già si hanno, facendo una prima lista deinominativi che si posseggono

3.  promuovereil boicottaggio in toto di tutti i reparti e di tutte le prestazioni (analisidel sangue, visite, ecc) degli ospedali in cui ci sono più obiettori;

4.   creareun sito dedicato a questo dove raccogliere informazioni.


 

Inestimabile è il lavoro portatoavanti dai consultori, avamposti sanitari pubblici e gratuiti, che spessooperano in condizioni precarie e senza finanziamenti. Queste strutture nasconocon la legge 405/1975 grazie alle lotte delle donne degli anni ‘70. Sono un luogoin cui trovare ausilio medico, indipendente da ospedali e da lobby di potere (nella maggior parte dei casi), e sostegno psicologico. Oggi anche questi luoghisono in pericolo a causa delle pressioni del Movimento per la Vita

 ( organizzazione dell’Opus Dei ) che cerca di inserirsi neiconsultori per insinuare opinioni e giudizi sulle scelte delle donne, in unmomento particolare come quello della gravidanza, in cui le donne dovrebberopotere parlare esclusivamente con personale competente e quindi sanitario.

 

Ricordiamo che:

-       chiediamol’introduzione della RU-486 ( pillola per aborto farmacologico);

-       lapillola del giorno dopo non è una pillola abortiva;

 

 

Stiamo pertanto dando vita adun’inchiesta sulle farmacie “obiettrici”, sui medici obiettori.

Abbiamo bisogno dellacollaborazione di tutt@.

Se avete situazioni dadenunciare, conoscete farmacie che non vendono la pillola del giorno dopo o glianticoncezionali, o incontrate il movimento per la vita in ospedali oconsultori, mandate una e-mail a : malefimmine@gmail.com,oppure registratevi sul portale

www.kom-pa.org e lasciate un commento.

Oppure venite ogni sabatopomeriggio dalle ore 17.00 alle 20.00 all’”area di ascolto e di informazionesulla sessualità”presso il centro sociale ASK 191

( viale Strasburgo 191 )

 Avanziamo libere e prendiamoci tutto ciò che ci spetta!

 

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